lunedì 20 gennaio 2014

Recensione - Lola and the boy next door di Stephanie Perkins

Non so se sia per colpa del tempo così triste, buio e piovoso, ma sto diventando una persona alquanto sfaticata, motivo per cui negli ultimi giorni ho letto poco e aggiornato altrettanto poco.
Detto questo è giunta l'ora di scrivere finalmente la recensione di un libro che ho da poco finito di leggere e apprezzato molto, nonostante il suo essere un romanzo contemporaneo.
Purtroppo la serie, fatta di volumi che possono essere collegati tra loro ma anche letti separatamente, è inedita in italia, ma come ho già ormai detto e ribadito, speriamo qualcuno se ne accorga presto!



Titolo: Lola and the boy next door (Anna and the french kiss #2)
Autore: Stephanie Perkins
Editore: Speak
Pagine: 338
Prezzo: 7,32
Data pubblicazione: 09/07/2013

Trama (tradotta da me):
Lola Nolan è una futura promessa stilista, e per lei più l'abito è esorbitante, brillante, esagerato e meglio è. Tutto sembra essere perfetto nella sua vita (compreso il suo fighissimo fidanzato rockettaro) tutto finché i gemelli Bell, Calliope e Cricket, tornano in città. Quando Cricket, un inventore di talento, esce dall'ombra di sua sorella gemella e torna nella vita di Lola, lei si vede costretta ad affrontare un'intera orda di sentimenti repressi da tempo per quel ragazzo della porta accanto.
Beh che dire, vi ricordato il mio entusiasmo per il primo libro della serie? Anna and the french kiss? No? Allora andate a dare un'occhiata e rinfrescatevi la memoria, perché è un libro che merita di essere letto!
Adoro l'abilità dell'autrice di creare questi personaggi fantastici ma difettosi, perfetti ma con i loro difetti, quegli stessi difetti che completano l'un l'altro all'interno di una coppia e che fanno di un
romanzo qualcosa di reale. Perché è così che sembrano i personaggi, giusti, imperfetti e veri. Ho adorato il primo libro "Anna and the french kiss" (si, lo sto ripetendo) e rimane il mio preferito, ma non sono rimasta per niente delusa da Lola.
E' tutta un personaggio in sé, unica, divertente, frizzante, stramba e completamente inusuale. Con quel modo di vestire completamente fuori dall'ordinario, abbigliamenti sempre sgargianti e dai colori vivaci, quanta invidia per questo grandissimo coraggio a distinguersi dalla massa per poter essere così come vuole essere. Parrucche, brillantini, vestiti presi strappati e ricuciti o riadattati come una Lolita, un po' come il mondo della moda, dove spesso gli stilisti sembrano compresi solo da una ristretta cerchia di persone. E' questo a cui sembra aspirare la nostra protagonista, essere una stilista. Ma non prendetelo come un dettaglio alla Diavolo veste Prada, perché è semplicemente un dettaglio in più, niente su cui far crescere delle fondamenta per una sorta di "romanzo già visto". Quello che è al centro dell'attenzione sono per l'ennesima volta i sentimenti, l'amore e il non amore, per l'ennesima volta ma senza annoiare, senza risultare da meno. E nonostante il suo modo di essere Lola piace per quello che è, perché non si vergogna di essere così com'è. Perché non ne troveresti una uguale in tutto il vicinato.
Lola ha finalmente un ragazzo perfetto, nonostante sia più grande di lei. Due padri, si, due padri (confesso di aver riletto la riga per accorgermi che intendesse veramente due padri, ovvero genitori gay). E beh, il vicino bellissimo che si era trasferito, da cui è stata scottata. Ora è tornato ed è....diverso. Ma sempre perfetto. Riuscirà Lola a concentrarsi sul suo attuale ragazzo....senza cadere nuovamente in tentazione?
Anna e St.Clair (protagonisti del primo libro) in questo volume fanno solo da comparsa, ogni tanto con un'entrata quasi un po' troppo forzata. Perché sono troppo dolci e completamente da invidiare, andiamo come si fa ad essere così affiatati? Appiccicosi e desiderosi sempre l'un dell'altro? (That's my envy talking, yes. I'm aware of that).
Cricket, ahh! Se all'inizio appare un po' come "quello che ha fatto soffrire quindi sicuramente un tipaccio odioso" appena ci addentriamo nel suo ritorno in città, oh beh, come non innamorarsene? Leale, giusto, con quelle sue gambe lunghe e il suo modo sexy di vestire. Quei capelli sempre all'insù e il continuo essere un "fratello perfetto, figlio perfetto". Pronto a lasciare indietro se stesso per accontentare gli altri, a tirarsi indietro quando è costretto ma a farsi avanti per se stesso quando è giunto il momento. Così come i suoi gesti inespressi, il dolore represso e la struggente attesa. Di cosa? Beh scopritelo da voi.

Sono curiosissima di vedere cos'altro si è inventata la Perkins per il terzo e ultimo libro!

Voto: 4/5

Com'è composta la serie:
  1. Anna and the french kiss (Anna and the french kiss #1)
  2. Lola and the boy next door (Anna and the french kiss #2)
  3. Isla and happily ever after (Anna and the french kiss #3)

giovedì 16 gennaio 2014

Book Shout Out #7

Nuova segnalazione libresca, questa volta in anteprima per due libri con un tema molto delicato. Verranno pubblicati insieme durante il giorno della memoria il 27 gennaio, giorno commemorato ogni anno internazionalmente per le vittime dell'Olocausto. "La mia amica ebrea" e "Quando dal cielo cadevano le stelle" di due autrici esordienti sorelle, Rebecca e Sofia Domino.



Titolo: La mia amica ebrea
Autore: Rebecca Domino
Pagine: 300
Prezzo: 1,99 (ebook)
Data pubblicazione: 27 Gennaio 2014
Sito autrice: Blog

Trama:
Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.
Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.
Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.
Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

Conosciamo l'autrice:
Sono nata nel 1984, e da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa mia grande passione per molti anni, sono tornata a scrivere e adesso è ciò che mi piace di più fare. Sono anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "La mia amica ebrea" è il mio primo romanzo.



Titolo: Quando dal cielo cadevano le stelle
Autore: Sofia Domino
Pagine: 496
Prezzo: 1,99 (ebook)
Data pubblicazione: 27 Gennaio 2014
Sito autrice: Blog

Trama:

Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.
Conosciamo l'autrice:
Sono nata nel 1987 e sin da quando ero piccola mi piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la mia passione principale. Oltre a scrivere adoro leggere e sognare. Inoltre, viaggio non appena posso. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il mio primo romanzo.

mercoledì 15 gennaio 2014

Recensione - Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith

Yes, inspira, espira, inspira, espira. Sono pronta. Carissimi fans della zia Jo vi prego, non mi uccidete, infondo questa non è una recensione completamente negativa ;)



Titolo: Il richiamo del cuculo (Cormoran Strike #1)
Autore: Robert Galbraith (J.K.Rowling)
Editore: Salani
Pagine: 547
Prezzo: 16,90
Data pubblicazione: 04/11/2013

Trama:
Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. E notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.
Ormai la maggior parte delle persone è a conoscenza del reale nome sotto a questo pseudonimo maschile, Robert Galbraith altro non è che J.K.Rowling. Ero combattuta sull'iniziare o meno il libro, se inizialmente mi è apparso coraggioso da parte dell'autrice far valere le sue doti in questo modo, la sensazione iniziale è subito scemata quando per motivi di marketing e vendita un "cuculo"? Ha rivelato il vero nome dello scrittore. Che volete farci, perché lasciarsi sfuggire questo fruttuoso guadagno? Almeno l'autrice è contenta dell'esperimento e le recensioni iniziali sono state assai positive per un "autore esordiente" alla pubblicazione del suo primo giallo.
La trama è avvincente, una famosa top model si è apparentemente suicidata gettandosi dal suo palazzo, uno dei più sfarzosi di Londra. Il caso viene messo in mano a Cormoran Strike dal fratellastro della modella morta Lula Landy, il ricco avvocato John Brighstow. Sembra un caso piovuto dal cielo per il nostro detective ormai alle strette con le bollette e l'affitto da pagare, i casi scarseggiano e le persone che si affidano ad un detective sono sempre meno. Che sia stato un reale suicidio? O, come è convinto il fratello della vittima, Lula è stata assassinata?

Niente da ridire sulla scrittura, si riconoscono i tratti esperti e sicuri di un'autrice che sicuramente sa come si scrive. Ogni cosa è contornata dal più completo o anche insignificante dettaglio, una minuziosità che fa sì immaginare il lettore all'interno del luogo o situazione descritti, ma d'altra parte a lungo andare possono annoiare o distrarre dal succo.

La storia sembra divisa in due parti:
-Per una buona metà la storia è catapultata verso la conoscenza del protagonista, il nostro sfortunato "detective", dalla vita privata ai problemi famigliari così come i problemi finanziari.
-Dall'altra un suicidio/omicidio e un caso da risolvere.

Non so se sia dovuto al fatto che questo primo libro farà parte di una serie, ma ho trovato la storia priva di suspense e colpi di scena, ma completamente ricca di dettagli spesso anche eccessivi sul protagonista più che sul caso, fino alle ultime 150 pagine circa, dove finalmente abbiamo a che fare con la rivelazione dei fatti e la conclusione delle indagini.
Il protagonista Cormoran Strike è completamente fuori dallo stereotipo del detective, fa quasi dubitare sulle sue qualità in quanto tale proprio per il fatto di avere un modesto ufficio in totale disordine e dall'aria trascurata, (insomma nemmeno un po' di thé da offrire ai futuri clienti!) classico di chi proprio non ha molto lavoro da svolgere (o soldi da spendere). Ex militare veterano dell' Afghanistan fuori incarico per aver perso una gamba e figlio di un padre famoso e una madre ex groupie, di cui però non conosce quasi nulla. Una fidanzata che lo ha lasciato senza nemmeno una casa in cui vivere, lasciandolo costretto a trascorrere di nascosto le nottate in ufficio. Un mix assai curioso, che riempie e impegna molto la storia nella descrizione del personaggio. Una protagonista che ho molto apprezzato è la segretaria Robin, determinata e dall'aria quasi sognante, tipico di chi guarda molti film polizieschi sognando segretamente di poter fare l'investigatrice per poi ritrovarsi a dover veramente seguire un caso di omicidio per un detective. Più intelligente di quanto sembri e dalle mille qualità nascoste crea anche quella sorta di atmosfera misteriosa attorno al detective che ci si aspetta, ma che non lascia spazio a quello che potrebbe finire come uno sbocciare di un qualcosa di scontato tra segretaria-dirigente.

Insomma, non so se leggerò mai il seguito, la lettura è stata piacevole, ma niente di più non è riuscita a coinvolgermi. Quando leggo storie del genere spesso mi aspetto di ritrovarmi incollata alle pagine piena di dubbi, curiosità, attesa e domande. La vittima è stata assassinata? Si è suicidata veramente? Chi è l'assassino? Forse l'assassino è lui, ecco l'indizio, forza detective andiamo! Forse ho capito, ah no! Ho sbagliato tutto. Non c'è stata nessuna di queste sensazioni fino alle ultime pagine dove finalmente rimani incollato allo scorrere delle indagini per sapere chi è l'assassino (che effettivamente un po' ti immagini, ma i collegamenti sono stati una sorpresa) avrei  voluto che il ritmo fosse incalzante quanto le ultime pagine. Una storia che non ha niente di straordinario, ma comunque un assassino veramente diabolico e senza scrupoli.
Voto: 3/5
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